STORIA > IL JUDO SPORTIVO (Shiai)



I Punteggi

Tabellone Segnapunti per il Judo
Un tabellone segnapunti elettronico per il Judo.

Il judo ha quattro livelli di punteggio, in ordine decrescente: ippon, waza-ari, yuko, e koka. Un ippon letteralmentre significa "un punto" e fa vincere l'incontro.

Ippon

Un ippon viene assegnato se si effettua uno dei seguenti:

  • • una proiezione che fa atterrare l'avversario ampiamente sul dorso, in modo controllato con velocità e forza.
  • • un'immobilizzazione dell'avversario a terra di durata sufficiente (venticinque secondi).
  • • ottenere la resa dell'avversario. (per motivi medici o più spesso per un soffocamento o uno strangolamento o una leva articolare al gomito).

Waza-Ari

Un waza-ari viene assegnato se si effettua uno dei seguenti:

  • • una proiezione che manca di una delle 4 caratterische necessarie all'ippon ovvero ampiamente sul dorso, controllo, tecnica o velocità.
  • • un'immobilizzazione dell'avversario a terra di almeno 20 secondi (ma inferiore a 25 secondi).

Yuko e Koka

Yuko e koka sono livelli più bassi di punteggio (Uno yuko è inferiore ad un waza-ari e un koka è inferiore ad uno yuko).
A proiezioni che mancano dei requisiti per far ottenere un ippon o un waza-ari possono essere assegnati i punteggi di yuko o di koka.
Un'immobilizzazione dell'avversario a terra di almeno 15 secondi (ma inferiore a 20 secondi) viene assegnato uno yuko, per una di almeno 10 secondi (ma inferiore a 15 secondi) viene assegnato un koka.
I punteggi di yuko e koka non si cumulano con altri puntenggi, e vengono utilizzati per decidere la vittoria in situzioni in cui se si considerassero solo gli ippon e i waza-ari il punteggio sarebbe pari .

Conteggio dei punti

Solo il waza-ari si somma e porta a waza-ari awasete ippon (due waza ari valgono ippon).
Una valutazione più alta supera sempre la valutazione più bassa. Così un ippon (o due waza-ari) supera sempre un waza-ari. Un waza-ari supera sempre un numero qualsiasi di yuko. E un yuko supera sempre un numero qualsiasi in koka.
Quando il punteggio più alto è lo stesso per i due combattenti, il vincitore è quello che ne ha di più. (Quindi ad esempio un judoka con un 2 yuko vince rispetto ad un avversario con 1 yuko e 2 koka)
Se anche in questo caso sono in parità, si prende in conto il vantaggio inferiore e così via fino al vantaggio più piccolo. (Quindi ad esempio un judoka con 1 waza-ari e 1 yuko vince rispetto ad un avversario con 1 waza-ari e 2 koka)

Punteggio nel combattimento in piedi

Kinza: questo vantaggio non è contabilizzato, ma deve essere tenuto in considerazione dall'arbitro per far fermare i combattenti in caso di uguaglianza dello stato di parità. Corrisponde ad un attacco sincero, ininterrotto o no da una caduta dell'avversario sul ventre o sulle ginocchia.

Koka: è dato quando l'avversario cade sulle cosce o i glutei. L'impatto deve essere sui glutei; se l'avversario circola sulla schiena nello stesso movimento, il vantaggio dato sarà superiore.

Yuko: è dato quando mancano due dei tre elementi dell'ippon. Corrisponde ad una caduta sul fianco se la tecnica eseguita è sufficientemente energica, oppure ad una caduta più di schiena ma dove manca forza e velocità nell'azione.

Waza-ari: è attribuito quando manca uno solo dei tre elementi dell'ippon. Corrisponde ad un impatto sulla schiena ma dove o la forza o la velocità della proiezione sono insufficienti. Può essere dato anche in seguito ad una caduta sul fianco seguita immediatamente di un contatto delle spalle al tappeto.

Ippon è dato in seguito ad una proiezione con impatto sulla schiena con forza e velocità e comporta la vittoria. (È inoltre possibile ottenere un ippon per resa dell'avversario in seguito a strangolamento o soffocamento o leva al gomito, ma in pratica sono decisamente rari perché è più difficili effettuarli stando in piedi di quanto lo sia effetuare una proiezione dell'avversario)

Occorre dire che a volte nel corso della competizione si verificano situazioni in cui è difficile stabilire la corretta valutazione. Il compito dell'arbitro è anche valutare chi dei due combattenti mantiene un comportamento più attivo premiandolo con una valutazione superiore (beninteso non al primo attacco), oppure in alternativa sanzionare l'altro per passività.

Punteggio nel combattimento a terra

Un vantaggio è dato in combattimento al suolo dopo un'immobilizzazione dell'avversario. Affinché ci sia immobilizzazione, occorre che le due spalle dell'avversario tocchino il tappeto e che il controllo si faccia con il busto girato verso il tappeto. L'arbitro grida allora osae-komi avanzando il braccio teso, il palmo rivolto verso il basso ed il piede posto in direzione dei combattenti ed il cronometro di immobilizzazione si mette in marcia. Si giudica che l'avversario sia riuscito ad uscire dell'immobilizzazione quando la sua uscita è totale: o è sul ventre, con le due spalle rivolte verso il tappeto, o ha rovesciato completamente il suo avversario, o abortisce il controllo avverso avvolgendo la gamba o il busto del suo avversario con le sue gambe. L'arbitro grida allora toketa agitando lateralmente il braccio teso in direzione dei combattenti. Si ferma allora il cronometro e si conta il numero di secondi che indica. Durante questo tempo, il combattimento continua finché l'arbitro dà il segnale di arresto matte, quando non c'è più un seguito tecnico interessante. I vantaggi sono dati secondo il tempo di immobilizzazione:

  • • Koka: da 10 secondi e fino a 14 secondi
  • • Yuko: da 15 secondi e fino a 19 secondi
  • • Waza-ari: da 20 secondi e fino a 24 secondi
  • • Ippon: 25 secondi

Nel caso in cui il combattente che sta immobilizzando l'avversario abbia già a suo vantaggio un punteggio di "waza-ari" la vittoria verrà data allo scoccare dei 20 secondi.

Un kinza può essere conteggiato su un'immobilizzazione di meno di 10 secondi.

La vittoria, per ippon, è data anche in seguito ad un abbandono dell'avversario. Nel combattimento al suolo, l'abbandono è indotto molto frequentemente da uno soffocamento o una dolorosa leva al gomito, l'unica autorizzata nel judo. Per segnalare il suo abbandono, il combattente batte due o più volte il palmo della mano sul corpo dell'avversario o sul tappeto. Se non può utilizzare le mani gli è consentito chiedere la resa battendo il piede a terra o dicendo maitta, che in giapponese significa "mi arrendo".

Le Sanzioni

Gli shido si accumulano: il primo dà un koka all'avversario, il successivo uno yuko eliminando il koka, il terzo un waza-ari eliminando lo yuko, il quarto comporta la squalifica, detta hansoku make,per il combattimento in corso ma non necessariamente dalla competizione. L'hansoku make dato per motivazioni tecniche (passività, falso attacco, ...) comporta solo la perdita del combattimento in corso e il combattente può essere ripescato durante lo svolgimento della gara e mantiene comunque la posizione acquisita mentre l'hansoku make impartito per motivazioni comportamentali (offesa all'avversario o agli arbitri, atti contro lo spirito sportivo,...) comporta l'esclusione definitiva dalla gara e la perdita della posizione acquisita fino a quel momento.

Gli shido sequenziali hanno sostituito l'utilizzo delle penalità di Chui e keikoku rendendo più semplice il compito dell'arbitro.

Gli shido sono dati principalmente per errori del tipo: non combattività (passività), rifiuto del combattimento, fuga o uscita volontaria della zona di combattimento, atteggiamento eccessivamente difensivo, braccia tese, busto completamente piegato verso la parte anteriore, gesti vietati (dita dentro la manica, mani sul viso dell'avversario,...).

Gli hansoku make sono dati o per accumulo di 4 shido o dopo un gesto contrario allo spirito del judo come non tener conto dell'arbitro, delle osservazioni fatte a questo o dopo un'azione che mette in pericolo l'avversario o sé stesso. I gesti pericolosi sono numerosi ma estremamente facili da evitare se il praticante ricerca innanzitutto l'efficacia e se è pienamente consapevole di che cosa significhi praticare un judo pulito e improntato al rispetto nei confronti dell'avversario.

Arbitraggio

Gli arbitri di jūdō hanno per missione:

  • • di accordare parzialmente i vantaggi o la vittoria ai combattenti in seguito alle tecniche riuscite;
  • • di mantenere l'interesse del combattimento e di assicurare la sicurezza dei combattenti, di fermare e far riprendere il combattimento quando è necessario;
  • • di informare i combattenti ed il tavolo, e se possibile gli spettatori, dello svolgimento del combattimento, per esempio quando comincia un'immobilizzazione e dei punteggi;
  • • di fare rispettare le regole e di applicare le sanzioni appropriate quando necessario.

Nelle competizioni ufficiali, tre arbitri assicurano l'arbitraggio: un arbitro detto "arbitro centrale" in piedi e che si sposta coi combattenti e due arbitri detti "arbitri di angolo" che si trovano seduti ai due angoli opposti della superficie di combattimento. L'arbitro centrale, in seguito ad una tecnica valida e valutabile o nell'assegnazione di una penalità deve esprimere chiaramente e tempestivamente, con dei segni convenzionali, la propria decisione. Il ruolo degli arbitri di angolo è di dare il loro parere in caso di disaccordo con la decisione dell'arbitro centrale. Per ciò, utilizzano gli stessi gesti di arbitraggio dell'arbitro centrale. Quando uno solo dei due arbitri di angolo da il suo parere, l'arbitro centrale prende atto del suggerimento ma non può modificare la propria decisione se la stessa è già stata espressa dal relativo gesto. Se entrambi i due arbitri di angolo sono d'accordo contro il parere dell'arbitro centrale, questo deve modificare la sua decisione. L'arbitro d'angolo determina anche se un'azione sul bordo è valida o no a seconda che l'azione stessa abbia dimostrato la sua efficacia dentro o fuori dai limiti del tatami, ovvero un'azione può continuare e terminare all'esterno dell'area di combattimento se colui che subisce Uke) esce dall'area di gara dopo aver ormai del tutto perso l'equilibrio.

Per farsi comprendere, l'arbitro utilizza dei termini di arbitraggio in giapponese corredati da un gesto, per essere compreso anche da lontano. Al riguardo viene consigliato di visionare il dizionario.

Le Categorie di Peso

Uomini
Fino a 55 kg 55-60 kg 60~66 kg 66~73 kg 73~81 kg 81~90 kg 90~100 kg Oltre 100 kg
Donne
Fino a 48 kg 48~52 kg 52~57 kg 57~63 kg 63~70 kg 70~78 kg Oltre 78 kg  

In Italia la federazione ufficiale appartenente al CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) è la FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali).