IL JUDO E LA DIFESA PERSONALE

Il concetto di "Difesa Personale" è tanto delicato da affrontare quanto necessario essendo alla base del Judo.
Il Judo nasce come Arte Marziale di difesa contro attacchi mortali.

La pratica di autodifesa si può sommariamente suddividere in autodifesa psicologica e autodifesa fisica.

Autodifesa psicologica:
La parte psicologica prevede da una parte la valorizzazione del sé, la consapevolezza del proprio valore e delle proprie possibilità (spesso sottovalutate), dall’altra la percezione di ciò che viene avvertito come pericolo, come un’intrusione nel proprio spazio vitale ed/od una mancanza di rispetto, a partire dalle piccole cose, fino ai casi di violenza fisica.
La violenza psicologica e fisica non possono essere considerate come
due aspetti scissi: ad ogni forma di violenza fisica ne corrisponde
altrettanta psicologica e viceversa (tanto è vero che una forte violenza psicologica può portare malessere fisico).


Autodifesa fisica:
L’autodifesa fisica riguarda direttamente una capacità di reazione rapida di fronte ad un assalto violento.
L’allenamento fisico aiuta a potenziare la muscolatura, i riflessi, la velocità, la tecnica e ad avere la consapevolezza delle proprie potenzialità attraverso una serie di esercizitazioni.
Avere una buona forma fisica indubbiamente aiuta la scioltezza dei movimenti e la sicurezza nei gesti.
In generale un aggressore non si aspetta che la vittima possa avere una reazione di tipo fisico poichè sa di trovarla impreparata.
L'esercitazione metodica può aiutare a non esitare nei momenti del bisogno.
La rappresentazione fittizia di un tentativo di violenza aiuta ad avere la lucidità di sapere quali gesti compiere.

Premesso ciò è importante sottolineare come il filo conduttore tra il Judo e la Difesa Personale debba necessariamente essere la "cedevolezza".

E' fondamentale difendersi da un aggressione solo in casi estremi e passivamente.

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